Le ferrate del diavolo, Francia in camper 4°
Di qua mi sa sinistra. Destra dove porta? No, forza sinistra. Vediamo qua se non c scarro piano sopra ste rocce. Scaro parte. a finire giù in un attimo qua. [Applauso] Questo è un punto un po’ pericoloso, eh. Qua abbasso un attimo, sono subito giù. Soprattutto qua ancora peggio. Pensa che ci voleva la ferrata. Ed eccoci qua di nuovo al ponte. Facciamo un bel respiro. Passiamo dall’altra parte. cercando di evitare di guardare di sotto proprio in perpendicolare. Vediamo un po’ qua di lato com’è il panorama. Terrazzo qua. L’acqua non si riesce a vedere. Troppo in profondità sotto. Comunque visto che c’è un pezzo di ferrata quaess proprio pazzi per scendere qua sotto. Quale coraggio. Un po’ si intravede sotto. Ed ecco lì il pezzo di ferrata. Dove si scende? Eh, ci vuole un bel coraggio a farlo. Si parte si passa qua sotto il ponte. [Musica] Mi sa che devo andare a prendere qualcuno. L’elicottero è atterrato dove abbiamo il parcheggio più o meno. Quindi su questo ponte sotto ci sono le X di ferro, però le tavole sono di legno e si intravedhe il vuoto in mezzo. Si vede proprio sotto, quindi è il massimo proprio rompendo. Andiamo giù come indiana gi qua. Andiamo giù. Ok. Ponte riattraversato. Ecco qua. Prima non l’avevo letto. Allora, ponte del Diavolo, costruzione 1858. Rico di ristrutturazione 1991. Assistiamo il gago di questo elicottero. Sembra un ricotto da da soccorso almeno proprio a fare incorre i gamber. [Musica] [Applauso] [Musica] Quel cono che ha preso sta sganciando lì, ha fatto solo poche centinaia di metri. Ah, agganciato agganciato una rete. Ah, il con serve solo per la luminosità. Abbiamo qui il forte Maria Teresa e quello lì che abbiamo fatto prima, il forte Vittor Manuele lì, come si chiama? Qui su questa lavagna abbiamo bella foto d’epoca del ponte di auto abbiamo fatto prima. Prospettiva i due forti. Qua abbiamo in rosso le linee d’attacco italiane e in blu le linee di difese francese. Da quando ho capito qua c’è solo la linea d’attacco e tutte queste linee di difese francese. Questo probabilmente sarà la prima guerra mondiale, però stamattina che c’è un sole che brucia apparecchiato sotto quel quell’albero lì all’ombra tavolino, mangiare fuori, però sta arrivando sto nuvolone che comincia a gocciolare un po’. Ok, l’elicottero qua continua a lavorare, sta piovendo forte. Dobbiamo ritirare il tavolo. Fatto apposta. Appena ho messo fuori il tavolo mangiare all’ombra di quest’albero a piovere. Posto ideale qua tutto verde bisogna ritirare tutto. Mangiamo dentro. Comunque l’acqua in montagna è bella fredda, eh. Bene, alla fine abbiamo mangiato in camper. Appena finito di mangiare, è uscito di nuovo il sole. Adesso facciamo ancora un giro qua nella zona di questo parco. Comunque questo rimane un ottimo posto per fermarsi. C’è un discreto parcheggio, spazio ce n’è tutto nel verde volendo dall’alto, visto che più avanti c’è ancora un piccolo parcheggio, comunque qua, però vabbè, davanti al forte è quell’area attrezzata per l’arrambicate, sia la ferrata o il parco avventura. Andiamo a vederci un po’ più di là vicino questo forte qua, anche se non entriamo dentro perché lo vedo chiuso. Comunque spazio per i campers. Questo forte qua, questo piccolino tutto nel fossato. Cannoniere dappertutto. Ah, ecco, si entra lì, c’è il ponte. Abbiamo anche un po’ di tavolini e poi volendo c’è anche il bar ne. Comunque questo parco avventure con varie difficoltà. Mi sembra che ce ne sono cinque o forse sei per tutto l’età, per tutte le difficoltà. Che bello quanto perde questi alberi. Qua c’è un’illustrazione. Questo è il forte Maria Elisabetta, quello piccolino. E questo è quello grande che abbiamo visto prima. Il ponte rimane qua, si collega. Per quanto ho capito, qua c’è un parcheggio da queste parti qua, però la strada bisogna fare tutto il giro. Cè stamattina, cioè stamattina, oggi siamo ancora senza connessione e quindi non riesco a vedere bene dov’è il passaggio. Noi siamo arrivati da questa parte qua, da parcheggiato qua. Comunque qua siamo sempre nel comune di Avrius, se si pronuncia così. Siamo arrivati da col nel Monizio e poi andiamo verso Modan, superiamo Modan, risaliamo Brianon, andiamo dall’altra parte, facciamo le salp, probabilmente vediamo stato facendo cosa troviamo. Eh, qua già la vedo per esperti, eh. Questa parete verticale in legno, però già mi sembra complesso da fare. Parco Brank Diablo. Ci facciamo un giro un po’ dentro a questo parco. Siccome ci va più di un’ora e mezzo a fare il giro, non lo possiamo fare perché sono già le 4:00 passate e alle 5:30 è giudo, quindi non si può fare il giro. Siamo arrivati un po’ tardi, ci abbiamo pensato. Ad andiamo a vedere se si vedono le cascate cheamo prima dall’altra parte. Sto percorso in mezzo al bosco e andare a vedere se riusciamo andare sopra le cascate. Sopra alla cascata quando ho messo la rete di protezione però fatto col filo spinato per andare giù. Ecco, filo spinato proprio i masciulli prima di arrivare giù. Scalini naturali con le radici. Qua sotto bosco si fa si fa vedere. Cartello a ferrata. Si scende il cartello, dice verso la ferrata. Vediamo se riusciamo a arrivare a quel ponte. Ah, uno è lì sotto, guarda. Ponte, specie di ponte di No, ma quello non è un ponte, è solo Non so se passano dei cavi o è già ponte quello. Qua è il percorso bello in discesa, bisogna fare attenzione. C’è la rete lì sotto, ti si vola subito sotto. Qua abbiamo un po’ di rete di protezione, però qua è crollato tutto da questa parte qua. Qua si scende sull’altro ponte. La rete è andato giù con tutte le piante, forse sono state un po’ tagliate. Comunque qua è qua sotto altro ponte. Allora, da qua è impossibile scendere, quindi il percorso è questo con la ferrata si scende di là e si può fare quel ponte lì o quest’altro ponte. Sono quei due ponti che vedevamo prima dall’alto, da lì sopra. Però qua è un po’ rischioso andare giù. Proviamo a fare questo pezzo qua che sì è ferrato, ma si può fare anche tranquillamente il percorso. Cosa dice il cartello? Ecco qua, siamo proprio su questo torrente un po’ più avanti dove c’è la cascata, ma di là non ci arriviamo. Vai prima te. Vediamo qua il ponte. Cosa dice? Cosa? Si scivola. Via Ferrato di Diavolo, anche questa 20 mimo 20 persone. Invece di qua si va all’altro ponte, però qua ci va l’impagatura. Questo qui senza imbracatura non si può fare. Eh, questo qua mah, non so se farlo, eh. Proviamo a farlo. Vai, vai. È impressionante. Non è altissimo, però già sulla corrente d’acqua che c’è sotto un po’ di timore. Proviamo ad andare. Non bisogna guardare sotto. Vabbè, un po’ qua, va. Dopo non guardo più. Ok, fatta. ci posso credere. Ok, arrivò dall’altra parte. Comunque non è altissima, per carità, però balla anche pochissimo, però per chi soffre di sempre un certo effetto. Ah, vien spezza tutto com’è. Vabbè, non è alto, eh, però tranquillo, si muove. Vbè, pensa se ci vanno 20 persone sopra come ballo. Vabbè, lo rifacciamo al ritorno, va. Le gambe tremano ancora, però impressionante, eh. Non la fa ballare sta cosa. Non farlo ballare. È un cornuto. Hai fatto ballare. Allora, questo sarebbe l’altro ponte che praticamente c’è solo la corda. Vedete? Questo qua sale con Aspettiamo. Praticamente dicevo lì c’è solo a differenza dell’altra che c’è la protezione di rete sia a destra che a sinistra la tavola è molto più larga. Lì abbiamo una tavola di boh, sarà 20 cm e solo la corda è bassa. Sei completamente nel vuoto lì. No, quella No, quella non la faccio, mi dispiace. Lì vabbè, è obbligatorio l’impregatore, però non è possibile camminare su quella tavola lì. Lì veramente vai giù con in un attimo, non c’è nessuna protezione. Poi non abbiamo l’imbragatura, quindi non la possiamo fare. La differenza con l’altro ponto. Qua la tavola sarà men 40 cm. Lì è la metà. Qua c’abbiamo una certa sicurezza. Anche senza imbragatura qua non puoi cadere. Infatti non c’è il cavo per l’imbragatura. Io su rimano mi teneva po comunque qua anche volendo non riesce a andare giù. È solo il brivido che si sente. Invece dall’altra parte era troppo lì è rischioso. Lì vai proprio giù. Vai. Non c’è nessuna protezione. Il sole bunker. Saliamo un po’. Ci viene un po’ la ferrata qua. Abbiamo tutti scalini naturali con le radici. Allora, questo lo splendido posto del comune di Avriù, se si pronuncia così, ponte del diavolo e tutto quanto. Le ferrate. Adesso ci spostiamo, andiamo verso Modan e poi da lì prendiamo una strada secondaria e ci dirigiamo verso Brianzon. Strada facendo, visto che ci sono due o tre laghi e vediamo un po’ in quale di quelli ci fermiamo, se c’è qualche altra attrazione, attrazione, qualcosa da visitare, altrimenti ci fermiamo di dormire per la notte. Quindi questo video per adesso finisce qua e continuerà l’altro. Yeah.
siamo nel parco du diable ad Avrieux in Francia in questo video facciamo il percorso , mozzafiato, dal forte Vittorio Emanuele e dopo aver di nuovo oltrepassato il ponte du diable attraversiamo un ponte tibetano della via ferrata.