SAINT-GUILHEM-LE-DÉSERT: il tesoro medievale diviso tra la Francia e New York.
Ciao esploratori! Ecco alcune curiosità su Saint-Guilhem-le-Désert che forse non conoscevate.
Il cuore pulsante della vita sociale del villaggio è la Piazza della Libertà che è dominata da un platano maestoso piantato nel lontano 1855.
Questo albero gigantesco è considerato un vero e proprio monumento naturale e con le sue fronde enormi copre quasi interamente la piazza regalando un’ombra benedetta ai tavolini dei caffè e diventando il simbolo vivente della resistenza e della bellezza di questo borgo di pietra.
Dovete sapere che questo borgo incantato deve il suo nome a un personaggio dalla doppia vita degna di un romanzo, ovvero Guglielmo d’Orange.
Era cugino di Carlo Magno e un guerriero formidabile che dopo aver combattuto infinite battaglie decise di deporre la spada per diventare un monaco eremita cercando la pace proprio in questa valle isolata fondando l’abbazia che ancora oggi porta il suo nome.
Non lasciatevi ingannare dalla parola Désert che trovate nel nome ufficiale perché qui non troverete dune di sabbia o cammelli ma una gola calcarea verdissima e rigogliosa scavata dal torrente.
Nel linguaggio medievale il termine deserto indicava semplicemente un luogo disabitato e remoto lontano dalla civiltà dove gli uomini di fede potevano ritirarsi in preghiera senza distrazioni ed è affascinante vedere come oggi questo antico luogo di solitudine sia diventato una meta amata dai visitatori di tutto il mondo.
C’è un pezzo fondamentale dell’abbazia che paradossalmente non troverete qui ma dall’altra parte dell’oceano a New York. Nel diciannovesimo secolo infatti una parte significativa del magnifico chiostro fu smantellata venduta e trasportata in America e oggi quei capitelli medievali originali sono esposti al museo The Cloisters di Manhattan creando un incredibile collegamento artistico tra questo minuscolo villaggio francese e la metropoli più frenetica del mondo.
L’abbazia di Gellone custodisce un tesoro inestimabile che l’ha resa per secoli una tappa fondamentale della Via Tolosana verso Santiago de Compostela.
Si tratta di un frammento della Vera Croce che secondo la tradizione Carlo Magno regalò personalmente al cugino Guglielmo e se entrate nella chiesa potete ancora percepire la devozione millenaria dei pellegrini che hanno consumato le pietre del pavimento con i loro passi per venire a venerare questa reliquia sacra.
Voi conoscevate questo posto? Fatecelo sapere nei commenti!
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